EU/ENG - Negotiations to end hostilities on Ukraine's eastern borders, promoted by the Trump administration, are in a complicated phase. The European Union intervened to mitigate the negative effects on the future of the country, which has been under Russian attack since February 2022.
In these days between late November and early December 2025, US emissaries in Russia failed to negotiate favorably with Putin based on the 19 points proposed to end the conflict. The Kremlin, after an openness to the first version of the Trump plan, which contained 29 points that were highly unfavorable to Kiev, is de facto rejecting the reduced 19-point version, which is less biased in favor of Russia, thanks to the European diplomatic initiative at the negotiating tables in Geneva.
Moscow has expressed displeasure at the prospect floated by Brussels leaders and some European capitals of using Russian financial assets to finance further support for Ukraine. These assets, reportedly amounting to as much as €140 billion, are largely held in Belgian banks. Speaking in the debate on the release of these assets, European Central Bank President Lagarde expressed great caution regarding the necessary guarantees to be provided.
Amid the chaos of propaganda and uncertain negotiations, Vladimir Putin went so far as to declare that he would not rule out waging war against the European Union if it considered direct military intervention in Ukraine. This option, however, has not been considered, except for some suggestions of a peacekeeping force advanced in the recent past by the so-called Willing Europeans, with Macron and Starmer being the most determined.
EU/ITA - Sono in una fase complicata le trattative per la fine delle ostilità ai confini orientali dell'Ucraina promosse dall'amministrazione Trump e nel corso delle quali è intervenuta l'Unione europea per mitigare gli effetti negativi sul futuro del Paese aggredito dalla Russia dal febbraio del 2022.
In questi giorni a cavallo tra la fine di novembre e l'inizio di dicembre del 2025, gli emissari statunitensi in Russia, non sono riusciti a negoziare favorevolmente con Putin sulla base dei 19 punti proposti per chiudere il conflitto. Il Cremlino, dopo una apertura alla prima versione del piano Trump articolata in 29 punti molto sfavorevoli a Kiev, sta de facto respingendo la versione ridotta a 19 punti, meno sbilanciata in favore della Russia, grazie all'iniziativa diplomatica europea ai tavoli negoziali di Ginevra.
Mosca ha mostrato disappunto per la prospettiva ventilata dai vertici di Bruxelles e da alcune Capitali europee di utilizzare gli asset finanziari russi per finanziare l'ulteriore sostegno all'Ucraina, asset che ammonterebbero ben 140 miliardi di euro, presenti , in gran parte, in banche in Belgio. Su questi asset, la presidente della Banca centrale europea Lagarde ha mostrato grande cautela riguardo le necessarie garanzie da fornire.
Nella congerie di propaganda e negoziati in forse, Vladimir Putin è arrivato a dichiarare di non escludere di muovere guerra con l'Unione europea nel caso pensasse di intervenire in modo militarmente diretto in Ucraina, ipotesi peraltro non in campo, tranne qualche ipotesi di forza di pace d'interposizione avanzata dai cosiddetti Volenterosi europei, con Macron e Starmer più determinati, nel recente passato.
analisti associati @europolitiche.it*
* This contribution is not a journalistic article but an analytical brief - Questo contributo non è un articolo giornalistico ma un brief analitico




