EU/ENG - Today, we are witnessing a new transformation in the world of information: the advent of the age of artificial intelligence. This goes beyond a simple technological evolution; it represents a new paradigm for questioning and obtaining answers, exploring ideas, and overcoming problems. As Melissa Ferretti Peretti, Country Manager of Google Italy, states, "The human desire for knowledge is one of the most powerful driving forces of progress, and the mission of making knowledge universally accessible and usable is invaluable." This is why the topic has also become a priority for European Union policies, which has been talking about a knowledge economy since the 1990s. For the business world, this is no longer a debate about the future; companies that seize this opportunity, and don't simply adapt, gain a real competitive advantage. In the current economic landscape, AI offers a unique opportunity to strengthen Europe's competitiveness and bridge the innovation gap with other regions of the world, such as the United States and China. In September 2024, the European Union received a serious warning, issued by Mario Draghi's report, which argued there was a risk of a period of "slow agony" caused by three fundamental structural challenges: an aging workforce, strong export competition in increasingly restricted global markets, and a lack of competitiveness in advanced technologies, linked to the investment gap in research and development.
In numbers, the potential economic impact of AI is enormous, up to 8% of GDP, equivalent to €1.2–1.4 trillion over ten years. However, its realization depends on Europe's approach not only in terms of developing new technologies, but also in their scalability and integration, based on solid technological and legislative infrastructures and a secure digital environment. As Henna Virkkunen, Commission Executive Vice President for Technological Sovereignty, Security and Democracy, told the Financial Times: "Europe has many strengths when it comes to AI, especially in science and research. We need to invest billions and create public-private partnerships for these projects. Since March 2025, we have been working with the European Investment Bank, and the EU has published its Action Plan, based on five main pillars: infrastructure, access to data, adoption in public administration, workforce skills, and simplification of current regulations." Security is one of the key areas of intervention outlined in the EU's compass, as online threats and cyberattacks have increased in the digital age. With the expansion of AI and other technologies bringing new economic and social benefits, demand for digital services has grown rapidly, especially in healthcare, next-generation energy sources such as geothermal, and advanced nuclear power. This makes a new technological approach increasingly necessary at the European level, one that can build trust, higher security standards, and collaborations with universities and centers of excellence.
In this context is important to mention the “Digital Act” that primarily refers to two pieces of legislation: the Digital Services Act (DSA), which regulates online services to make them more secure and transparent, and the Digital Markets Act (DMA), which focuses on competition from large digital platforms. These regulations are part of a broader legislative package to modernize digital regulation in the EU.
There is a clear trend of increasing AI adoption and pilot projects across European countries, especially among younger generations. The digital world plays a central role in young people's lives, from the use of services to social media interactions to video games. The online world is central to their daily experiences. In this regard, Michael McGrath, European Commissioner for Democracy, Justice, the Rule of Law and Consumer Protection, argues: "Building legislative and regulatory safeguards is essential, but it is also increasingly essential to listen to the opinions and experiences of citizens, and young people in particular." To this end, the Commission has engaged Member States, technology sector stakeholders, and civil society organizations, as well as a panel of experts, to conduct rigorous assessments of the impact of regulations and ensure respect for ethical principles and human rights. Ultimately, Europe is committed to creating a digital environment that is not only innovative, but also safe, stimulating, and truly serves public well-being and future generations.
EU/ITA - Oggi siamo testimoni di una nuova trasformazione del mondo dell'informazione: l'avvento dell'era dell'intelligenza artificiale. Essa va oltre una semplice evoluzione tecnologica, rappresenta un paradigma inedito per interrogarsi e ottenere risposte, per esplorare idee e superare problemi. Come sostiene Melissa Ferretti Peretti, Country Manager di Google Italia “Il desiderio umano di conoscenza è una delle forze trainanti più potenti del progresso e la missione di rendere il sapere universalmente accessibile e fruibile è di un valore inestimabile”. Per questo il tema è diventato una priorità anche per le politiche dell'Unione Europea, che già dagli anni ‘90 parlava di economia della conoscenza. Per il mondo delle imprese non si tratta più di un dibattito sul futuro, le aziende che sanno cogliere questa opportunità, e non si limitano ad adattarsi, acquisiscono un reale vantaggio competitivo. Nel panorama economico attuale l’AI offre un'opportunità unica per rafforzare la competitività in Europa e per colmare il divario innovativo con altre regioni del mondo, come gli Stati Uniti e la Cina. Nel Settembre 2024 l'Unione Europea ha ricevuto un serio avvertimento, lanciato dal report di Mario Draghi, che sostiene ci sia il rischio di un periodo di “lenta agonia” causata da tre sfide strutturali fondamentali: una forza lavoro che invecchia, una forte concorrenza alle esportazioni in mercati globali sempre più ristretti e una mancanza di competitività nelle tecnologie avanzate, correlato al divario di investimento in ricerca e sviluppo.
In cifre l'impatto economico potenziale dell'AI è enorme, fino all'8% del PIL, pari a 1.200-1.400 miliardi di euro in dieci anni, ma la sua realizzazione dipende da come l'Europa si porrà non solo in termini di sviluppo di nuove tecnologie, ma anche nella loro scalabilità e integrazione, sulla base di solide infrastrutture tecnologiche, legislative e di un ambiente digitale sicuro. Come dichiara Henna Virkkunen, vicepresidente esecutivo della Commissione per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, al Financial Times: “L'Europa ha molti punti di forza quando si tratta di AI, soprattutto nel settore scientifico e della ricerca. Dobbiamo investire miliardi e creare partnership pubblico-private per questi progetti. Dal Marzo 2025 stiamo lavorando con la Banca Europea degli Investimenti e l'UE ha pubblicato il proprio Piano di Azione, basato su cinque pilastri principali: le infrastrutture, l'accesso ai dati, l'adozione nella pubblica amministrazione, la qualificazione della forza lavoro e la semplificazione della normativa attuale”. La sicurezza è una delle aree di intervento principali descritte nella bussola dell'UE, poiché le minacce on line e gli attacchi informatici sono aumentati nell'era digitale. Con l'espansione dell'AI e di altre tecnologie che portano nuovi benefici economici e sociali la domanda di servizi digitali è cresciuta rapidamente, soprattutto in campo sanitario, nel settore delle fonti di energia di nuova generazione, come la geotermia, e il nucleare avanzato, per questo si rende sempre più necessario anche a livello europeo un nuovo approccio tecnologico, che sappia creare fiducia, più elevati standard di sicurezza e collaborazioni con università e centri di eccellenza.
In questo contesto è importante menzionare il “Digital Act” che si riferisce principalmente a due normative: il Digital Services Act (DSA) che regola i servizi online per renderli più sicuri e trasparenti, e il Digital Markets Act (DMA), che si concentra sulla concorrenza delle grandi piattaforme digitali. Questi regolamenti sono parte di un pacchetto legislativo più ampio per modernizzare la normativa digitale nell'UE.
C'è una chiara tendenza all'aumento dell'adozione dell'AI e di progetti pilota in tutti i paesi europei, soprattutto presso le nuove generazioni. Il mondo digitale ha un ruolo centrale nella vita dei giovani, dalla fruizione di servizi all'interazione sui social fino ai videogiochi, il mondo on line è centrale nelle loro esperienze quotidiane. A tal riguardo il Commissario Europeo per la democrazia, la giustizia, lo stato di diritto e la tutela dei consumatori, Michael McGrath, sostiene che: “Costruire delle tutele legislative e regolatorie è essenziale, ma diventa sempre più indispensabile anche ascoltare le opinioni e le esperienze dei cittadini, e dei giovani in particolare”. Per far questo la Commissione ha coinvolto gli Stati Membri, gli stakeholders del settore tecnologico e le organizzazioni della società civile, oltre che un panel di esperti, per condurre valutazioni rigorose sull'impatto dei regolamenti e garantire il rispetto dei principi etici e i diritti umani. In definitiva l'Europa si sta impegnando per creare un ambiente digitale non solo innovativo, ma anche sicuro, stimolante e al servizio reale del benessere pubblico e delle generazioni future.
Giusy Rossi @europolitiche.it *
* This contribution is not a journalistic article but an analytical brief - Questo contributo non è un articolo giornalistico ma un brief analitico




