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Diario di viaggio: nel cuore dell'altra Europa

06-07-2025 10:44

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Diario di viaggio: nel cuore dell'altra Europa

di Lorenzo Stefani. Resoconto della visita studio a Strasburgo dal 9 al 14 marzo 2025 - progetto Erasmus+ “Cross Media Europe”, promosso da Europolitiche

Venti giovani adulti alla scoperta del Consiglio d’Europa, un'istituzione
europea storica e fondamentale ma ancora poco conosciuta
Strasburgo, capoluogo della regione francese del Grand Est e del dipartimento del Basso Reno, sorge sulla riva sinistra del Reno, a pochi chilometri dal confine con la Germania. 

È una città nota principalmente per ospitare il Parlamento Europeo, che qui tiene le sue sessioni plenarie, ma anche come città simbolo dell’Alsazia-Lorena, territorio a lungo tragicamente conteso tra Francia e Germania. Proprio questo ruolo storico di territorio di mezzo tra due grandi Stati europei ha favorito la nascita, nel 1949, pochi anni dopo il tragico conflitto della Seconda Guerra Mondiale, del Consiglio d’Europa (o Council of Europe - CoE), una delle prime organizzazioni internazionali del continente.

Il Consiglio d’Europa ha come missione la promozione dei diritti umani, della democrazia e dello stato di diritto nei suoi 46 Stati membri. Spesso confuso con le istituzioni dell’Unione Europea, in realtà ha un'identità distinta e un mandato complementare, incentrato sulla tutela delle libertà fondamentali e sul rafforzamento della cooperazione culturale.

Tra le istituzioni più rilevanti del CoE figura la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che consente ai cittadini di presentare ricorsi quando ritengono che uno Stato membro abbia violato i loro diritti sanciti dalla Convenzione Europea. Le sentenze della Corte sono vincolanti e hanno contribuito in maniera concreta a far evolvere le legislazioni nazionali in senso più equo e rispettoso dei diritti fondamentali.
Un altro attore centrale del CoE è il Commissario per i Diritti Umani, figura indipendente incaricata di monitorare e promuovere il rispetto dei diritti umani in Europa. Attraverso visite nei paesi membri, incontri con istituzioni e società civile, e la pubblicazione di rapporti tematici, il Commissario lavora per accendere i riflettori su situazioni critiche e favorire il cambiamento.
Nel corso della nostra visita studio, svoltasi come parte del progetto Erasmus+ “Cross Media Europe", abbiamo avuto l’opportunità di accedere all’emiciclo del Consiglio e di confrontarci con Stefano Montanari, il Direttore della comunicazione e Advisor per i diritti umani presso l’Ufficio del Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa. Il dialogo
è stato particolarmente stimolante: abbiamo discusso delle sfide attuali nel panorama europeo, delle strategie di comunicazione e dell’importanza di avvicinare queste tematiche a un pubblico più ampio. In particolare, essendo un gruppo composto totalmente da cittadini italiani, abbiamo potuto dialogare sulle criticità del nostro Paese circa il mancato rispetto dei diritti e doveri stabiliti dalla Convenzione ma anche sulla difficoltà che può incontrare l’azione del Commissario nel far rispettare norme da Paesi che a fatica riconoscono l’autorità di queste organizzazioni internazionali delle quali, però,
non solo sono volontariamente parte ma, come nel caso dell’Italia, sono pure tra gli Stati membri fondatori.
A latere della discussione, è stato anche illuminante comprendere come il costo “addebitato” a ogni cittadino degli Stati membri per il mantenimento delle attività del Consiglio d’Europa sia praticamente assimilabile a quello di un cappuccino all’anno, quindi estremamente ridotto, ma comunque fondamentale nel fornire il sostegno alle sue attività di promozione e protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali nei Paesi membri.
E se invece di solo un cappuccino si destinasse una pizza? Quanto lontano potrebbe arrivare l’azione del CoE?
La visita al Consiglio d’Europa ci ha lasciato con una maggiore consapevolezza dell’importanza del lavoro svolto da questa istituzione, troppo spesso ignorata nel dibattito pubblico. È stata un’esperienza arricchente sia sul piano intellettuale che umano, che ha rafforzato la nostra fiducia nella necessità del dialogo, della cooperazione e della tutela dei diritti come basi di un’Europa, e non solo quella parte dell'Unione europea, più giusta e solidale.
Tornati a casa, portiamo con noi una convinzione ancora più forte: conoscere e partecipare è il primo passo per costruire un futuro europeo più consapevole, aperto e condiviso.

 

Lorenzo Stefani per @europolitiche.it *

 

* questo contributo non è un articolo giornalistico ma un resoconto di un viaggio studio

 


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