facebook
instagram
twitter
linkedin
X
europolitiche

Sign up now to

europolitiche3

Newsletter

europolitiche

Cross-media in Italian on the policies of European institutions and governments of European Union countries

Cross-media in Italian on the policies of European institutions and governments of European Union countries

Ecco la Redazione Giovanile di Europolitiche all'Europa Project Week 2026!Europolitiche lancia "Discovering the Balkans", il nuovo progetto finanziato Erasmus+Collina d'Europa: aiutaci a far crescere la nuova biblioteca / Help us build our new libraryVerso l’Europa del Futuro: Europolitiche presenta a Firenze l’anteprima del Festival Europa Project WeekPrimaire pour la présidentielle 2027 en France : Glucksmann l'emporte largement dans le camp socialisteEU Council Appoints Carlo Comporti as ESMA ChairIl Festival della Progettazione a Roma: bilancio positivo per la prima edizioneEU–China Trade Negotiations: Preliminary Moves Toward Convergence Ahead of the October SummitEurogroup's Balancing Act: Unity, Realism, and the October AgendaLa voix des bancs: la France et la redécouverte d'une communauté dans la rueL'Europa non si aspetta, si progetta: al via a Roma la prima edizione del Festival della ProgettazioneSpain at a Crossroads: Sánchez Re-engages and Calls Snap Elections for November 29The Architecture of Euro Debt: The Expert Debate on a European Safe AssetEurope at the UN General Assembly: Priorities, Debates, and Leadership ResponsesBerlin's Left Turn and AfD's Political Isolation: Germany's September VoteDublin Summit: Eurogroup and Ecofin Chart the CourseUrsula von der Leyen and the State of the UnionVon der Leyen’s 2026 SOTEU Between Strategic Sovereignty and Social CohesionThe Parliament on a Razor's Edge: Sweden Chooses a Cautious TurnSovereignty and Growth: Driving Europe's Green Transition in Global GeopoliticsECB Rate Hike on September 10 Despite RisksMille giorni per rifare l’Europa: alla Sapienza nasce la sfida del nuovo processo costituenteBelgrade and the European Path: Reflections Following the Burial of Ratko MladićThe Shadow of Eastern Discontent and the Resilience of German Democratic ArchitectureThe Great Turning Point: Europe’s Electoral Map from 2026 to 2027EU Growth Momentum and Moderate Convergence in the Q2 2026 ExpansionBurnham's Blueprint: Resetting Britain’s National CourseGeopolitics, Power, and European Integration: Analyzing Mario Draghi's New BookIceland Puts the Brakes on Europe, but Its Cities Choose Pro-European PragmatismThe Kiev Summit and the Coalition of the Willing in Support of UkraineThe Rhine Group: Mario Draghi’s new vector for European policy executionL'Europa in viaggio. Storia di ponti e di muri. Recensione del libro di Marco MagnoneA Conceptual Map of Current EU Enlargement ResearchWhy Adult Education Is Strategic for EuropeEmpowering Europe’s Youth: Demographic Shifts, Social Rights, and the Future of Work
europolitiche

Serbia: Vučević resigns after months of protests

28-01-2025 15:08

Europolitiche

Europolitiche, putin, balcani-occidentali, serbia-, kosovo, paesi-balcanici, vuevi-resigns-after-months-of-protests, milos-vuevi-alexsandar-vui-,

Serbia: Vučević resigns after months of protests

Serbia: dimissioni del primo ministro nazionalista Vučević, dopo mesi di proteste di piazza

EU/IN - Serbia: after growing public discontent over the handling of the Novi Sad railway station tragedy that killed 15 people, Milos Vucevic announced on Tuesday that he was stepping down as prime minister.

The Novi Sad collapse has ignited long-standing anger across Serbia over the autocratic grip on power. The real target is the overbearing nationalists of the long-ruling Serbian Progressive Party. More than the resigning Vucevic, the opposition is aiming to undermine President Vucic, the real political strongman in Serbia. The students have received diplomatic and cautious support from the European Commission. Brussels believes Vucic's closeness to the Russians is the cause of instability in the heart of the Western Balkans.

 

IT - Le proteste degli studenti in Serbia hanno portato alle dimissioni del primo ministro Vučević nel corso della mattinata del 28 gennaio. 

Le manifestazioni sono da mesi indirizzate contro il Partito progressista serbo (Sns), al potere da dodici anni, con la guida e la supervisione di Alexsandar Vučić, Presidente della Serbia dal maggio 2017 e uomo forte del Paese balcanico da ancor prima. L'ascesa al governo di Miloss Vučević data 21 marzo 2024, con la promozione da ministro della difesa della premier Ana Brnabić, che l'aveva preceduto alla guida del governo dal giugno 2017. 

La decisione è giunta dopo un nuovo episodio di violenza contro gli studenti a Novi Sad, da dove sono cominciate le proteste dopo che lo scorso primo novembre 2024 il crollo di una pensilina alla stazione ferroviaria ha provocato ben 15 morti. I giovani sono stati violentemente attaccati da un gruppo di facinorosi riconducibili al partito di governo, come rappresaglia per graffiti e scritte contro gli uffici del partito di Vučić e Vučević. All'impressionante moto di piazza che ne è seguito il premier ha prima accusato d'ingerenza non precisate potenze occidentali dal Forum di Davos e poi ha finito per rassegnare le dimissioni. Vučić ha ora trenta giorni per decidere se incaricare un nuovo esecutivo o indire elezioni lampo, che potrebbero rendere più contendibile il governo a Belgrado dopo anni di egemonia dei nazionalisti, non di rado filo-russi.

Le reazioni a Bruxelles.. 

Un appoggio diplomatico e cauto è giunto agli studenti dalla Commissione europea che ha associato le proteste in Serbia a democratiche forme di “partecipazione dei cittadini” in un Paese, peraltro, candidato all'adesione all'UE.

Il processo di adesione della Serbia all'Unione europea è iniziato con la firma il 29 aprile 2008 in Lussemburgo dell'accordo di stabilizzazione e associazione (ASA) con l'Unione europea a seguito dei negoziati iniziati il 10 ottobre 2005. L'ASA è entrato in vigore il primo settembre 2013. Belgrado ha chiesto di aderire all'UE nel dicembre del 2009. Il Consiglio europeo ha concesso lo status ufficiale di Paese candidato il 1º marzo 2012 con l'avvio ufficiale dei negoziati il 21 gennaio 2014.

Nel 2024 non è stato aperto nessun nuovo capitolo negoziale tra Ue e Serbia e l’atteggiamento di Vučić verso Putin imbarazza la Commissione. Per il momento Belgrado non ha dimostrato coerenza nell’attuazione delle riforme indicate da Bruxelles e la comunicazione del Governo sui rapporti con l’Unione europea sono stati quantomeno ambigui. Stato di diritto, rispetto dei diritti fondamentali, libertà di espressione e libertà dei media restano i problemi principali ma il vero elefante nella stanza è rappresentato dalle relazioni con il Kosovo. Il futuro dei due Paesi passa da un percorso di normalizzazione delle relazioni che, al contrario, negli ultimi due anni sono ulteriormente peggiorate. Il combinato disposto di tutte queste criticità rende la Serbia, tra i candidati all'adesione, il Paese più lontano dall’Unione europea.

 

Staff @europolitiche.it

 


facebook
instagram
twitter
linkedin
whatsapp
X

WEBSITE CREATED BY Q DIGITALY

©2021-2025 di Europolitiche.it