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Michel e Von der Leyen a Washington: vertice con Biden sul conflitto israelo-palestinesee

21-10-2023 09:58

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Michel e Von der Leyen a Washington: vertice con Biden sul conflitto israelo-palestinesee

I messaggi appaiono chiari e unitari a tutte le parti in conflitto: vale a dire il sostegno a Israele e l'invio di aiuti umanitari a Gaza

Venerdi 20 ottobre 2023 alla Casa Bianca a Washington la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo Charles Michel hanno incontrato il presidente degli Stati Uniti Joe Biden.

E' la seconda volta alla Casa Bianca da quando Biden si è insediato. L’incontro al vertice è avvenuto in un contesto di moltiplicazione delle crisi nel mondo, inclusa la guerra tra Israele e Hamas palestinese. I leader europei che pur hanno incontrato Biden separatamente, hanno cercato di mostrare un fronte unito con gli Stati Uniti, facendo intendere di voler rafforzare il “partenariato strategico” transatalantico.

Al seguito di Michel e Von der Leyen, sono volati a Washington una schiera di rappresentanti dell’esecutivo comunitario, dall’alto rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza, Josep Borrell, al vicepresidente esecutivo con delega al commercio, Valdis Dombrovskis e alla vicepresidente per la trasparenza Vera Jourova..
Alla stregua del presidente Biden, Ursula von der Leyen ha rimarcato sin dal 7 ottobre, giorno dell'attacco di Hamas, le analogie che, a suo parere, associano la guerra condotta da Hamas contro Israele a quella della Russia in Ucraina. E' nota la sua posizione, confermata anche alla vigilia della partenza per gli Stati Uniti, con una dichiarazione: “queste due crisi, per quanto diverse, chiedono all’Europa e all’America di prendere prendere posizione e prendere posizione insieme” per “proteggere le nostre democrazie”. Da Washington i messaggi sono apparsi chiari e unitari a tutte le parti in conflitto: vale a dire il sostegno a Israele e l'invio di aiuti umanitari ai palestinesi bloccati a Gaza.
Intanto, europei e americani stanno cercando da giorni di evitare l’apertura di un secondo fronte con gli Hezbollah libanesi e, oltre a ciò, un’escalation regionale con ramificazioni imprevedibili.
 

Le rassicurarazioni
Pur dettato dall'emergemza in Medio Oriente e preceduto dal viaggio di Biden in Israele, il summit euro-statunitense del 20 ottobre alla Casa Bianca ha cercato di confermare il comune impegno su più fronti  compreso un forte sostegno all'Ucraina, Parlando giovedi sera agli americani, Il presidente Biden ha detto che gli Stati Uniti sarebbero più sicuri “per generazioni” continuando a sostenere sia Israele che l'Ucraina. in questo quadro, Biden ha chiesto al Congresso un budget aggiuntivo di 105,85 miliardi di dollari per aiutare Ucraina ed Israele, per resistere alla incombenza commerciale e geopolitica della Cina e a rispondere all’arrivo dei migranti al confine meridionale degli Stati Uniti.
La posta in gioco è alta, perché gli aiuti sono ostaggio del timore di dover affrontare una crisi di bilancio, lo “shutdown” del 17 novembre.

L'Unione europea, dal canto suo, sta preparando un pacchetto di aiuti a lungo termine per sostenere l’Ucraina del valore di 50 miliardi di euro.
Al vertice si è discusso anche della delicata questione di un ulteriore coinvolgimento dei paesi terzi, attraverso i quali la Russia sta cercando di eludere le sanzioni internazionali.
 

Sul fronte commerciale, ancora nessun accordo in vista
I fronti di conflitto hanno dominato largamente questo vertice transatlantico, sebbene siano da tempo in itinere serrati negoziati tra l'UE e gli Stati Uniti sul ripristino a gennaio 2024 dei dazi in Usa all'acciaio e alluminio europei nonché sull'approvvigionamento dei minerali critici.

Le importazioni americane di acciaio europeo, sono oggetto dei dazi doganali imposti nel 2018 dalla presidenza Trump. Sospesi nel 2021, i dazi potrebbero essere riattivati ​​se non si raggiungerà un accordo entro la fine dell’anno.
L'UE punta da mesi anche ad un accordo sui minerali critici, necessari per la transizione energetica. Un accordo mirato sui minerali critici dovrebbe consentire ai minerali critici estratti o trasformati nell’Ue di essere conteggiati ai fini di determinati requisiti di credito d’imposta dell’IRA sui veicoli puliti e dunque poter accedere alle stesse agevolazioni. Un accordo da finalizzare in chiave anti-Cina, anche se Pechino non viene mai citata esplicitamente. 

Più in generale, l'Unione europea chiede la rimozione degli elementi discriminatori presenti nel grande piano americano Inflation Reduction Act (IRA)  e sui suoi sussidi per i veicoli elettrici, votato nell’estate del 2022. Bruxelles teme infatti che il vasto piano di sussidi verdi da quasi 370 miliardi di dollari varato dall’amministrazione Usa, possa svantaggiare le imprese europee.
Infine, di fronte all’emergenza climatica, l’UE intende esercitare pressioni su Washington, incoraggiando gli Stati Uniti a fare di più.
I Ventisette hanno concordato che l’UE dovrebbe difendere, alla prossima COP28 che si terrà all’inizio di dicembre a Dubai, l’eliminazione dei combustibili fossili bruciati senza cattura della CO2, con il loro consumo globale che ha raggiunto il picco da questo decennio.

 

desk @europolitiche.it


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