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La Commissione UE lancia l'allarme sull'invecchiamento della popolazione europea

16-10-2023 17:31

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La Commissione UE lancia l'allarme sull'invecchiamento della popolazione europea

Più di un quinto (21,1 %) della popolazione dell'UE ha 65 anni e più e la metà degli europei ne ha più di 44. i rimedi possibili.

Il cambiamento demografico sta rimodellando economie e società nell’UE

 

Più di un quinto (21,1 %) della popolazione dell'UE ha 65 anni e più, secondo le ultime rilevazioni del 2022. L'età media della popolazione dell'UE è in aumento ed è risultata di 44,4 anni al 1º gennaio 2022, il che significa che la metà della popolazione dell'UE ha più di 44,4 anni. E sono dati destinati a virare verso medie sbilanciate sugli anziani nei prossimi anni. Per questa ragione, nelle conclusioni del Consiglio europeo di giugno 2023 si invitava la Commissione europea a presentare uno strumento per aiutare gli Stati membri ad affrontare le sfide demografiche e il loro impatto sul vantaggio competitivo dell’Europa. A quattro mesi di distanza, la Commissione ha adottato una comunicazione che presenta una serie di strumenti politici a disposizione degli Stati membri per gestire il cambiamento demografico e il suo impatto sulla società e sull'economia dell'UE, compresa la sua competitività globale.

La comunicazione dell’11 ottobre 2023 delinea l’ampia gamma di strumenti (compresi strumenti normativi, quadri politici e finanziamenti) a disposizione degli Stati membri per farlo. Questi strumenti possono essere efficacemente combinati con le politiche nazionali e regionali per responsabilizzare e supportare tutti nel raccogliere i benefici e affrontare senza problemi le sfide del cambiamento demografico.

 

 

Azione decisiva e concertata dell’UE per gestire il cambiamento demografico

 

Gli strumenti demografici si basano sulle esperienze di tutta l’UE e definiscono un approccio globale al cambiamento demografico strutturato attorno a quattro pilastri:

 

1) sostenere i genitori conciliando meglio le aspirazioni familiari e il lavoro retribuito, in particolare garantendo l'accesso a servizi di assistenza all'infanzia di qualità e un buon equilibrio tra lavoro e vita privata;

 

2) sostenere e consentire alle generazioni più giovani di prosperare, sviluppare le proprie competenze, facilitare il loro accesso al mercato del lavoro e ad alloggi a prezzi accessibili;

 

3) dare potere alle generazioni più anziane e sostenere il loro welfare, attraverso riforme combinate con adeguate politiche del mercato del lavoro e del posto di lavoro;

 

4) ove necessario, affrontare le carenze di manodopera attraverso la gestione della migrazione legale, in piena complementarità con la valorizzazione dei talenti provenienti dall’UE.

 

Il pacchetto di strumenti riconosce la necessità di tenere conto della dimensione territoriale dei cambiamenti demografici, in particolare nelle regioni che sperimentano il fenomeno del declino demografico e una significativa mobilità verso l'esterno dei giovani lavoratori ("fuga di cervelli").

 

L’implementazione degli strumenti demografici

 

Gli strumenti demografici possono contribuire a stimolare, perfezionare e coordinare meglio le politiche a livello nazionale e dell’UE. La Commissione invita gli Stati membri a sviluppare e attuare politiche integrate per affrontare il cambiamento demografico e integrare le preoccupazioni demografiche in tutti i settori politici.

Le politiche degli Stati membri dovrebbero essere radicate nelle realtà locali poiché le sfide demografiche differiscono tra Stati membri e regioni. L’uguaglianza di genere, la non discriminazione e l’equità intergenerazionale devono essere al centro delle scelte politiche. Le tecnologie digitali possono aumentare il vantaggio competitivo dell’Europa e contribuire a compensare gli impatti del cambiamento demografico. I decisori politici dovrebbero promuovere la partecipazione attiva dei cittadini a questo sforzo e coinvolgere tutti gli attori: parti sociali, organizzazioni della società civile e altri.

Oltre agli strumenti normativi e ai quadri politici, a livello dell’UE sono disponibili una serie di strumenti finanziari per sostenere gli Stati membri, come il dispositivo per la ripresa e la resilienza e il Fondo sociale europeo+ (FSE+).

Inoltre, al fine di migliorare gli strumenti disponibili per affrontare le sfide demografiche, la Commissione intende:

 

• Rafforzare la base di dati e di prove, in particolare sviluppando ulteriormente l'Atlante demografico, aiutando gli Stati membri a migliorare le statistiche sulla popolazione e sulle abitazioni e sostenendo le attività analitiche e di ricerca pertinenti;

 

• Sostenere lo sviluppo e/o il miglioramento delle politiche legate alla demografia a tutti i livelli, in particolare avvalendosi dello strumento di sostegno tecnico e integrando, ove opportuno, le preoccupazioni demografiche nelle proposte politiche pertinenti a livello dell'UE;

 

• Garantire che nessuna regione dell'UE venga lasciata indietro, in particolare lanciando ufficialmente la piattaforma per la promozione dei talenti il 23 e 24 novembre 2023 e procedendo con ulteriori inviti nell'ambito del meccanismo di potenziamento dei talenti.

 

Il cambiamento demografico sta rimodellando le nostre economie e società

 

Secondo un sondaggio Eurobarometro sulla demografia pubblicato l’11 ottobre, 7 europei su 10 concordano sul fatto che le tendenze demografiche mettono a rischio la prosperità economica e la competitività a lungo termine dell'UE. Le sfide demografiche più urgenti sono considerate l’invecchiamento della popolazione (42%) e la contrazione della popolazione in età lavorativa e la carenza di manodopera (40%).

Nei prossimi anni, in assenza di un’azione concertata e decisiva su questi temi, la popolazione dell’UE potrebbe continuare a diminuire e a invecchiare, con un impatto negativo sull’economia, sulla società e sulla competitività a lungo termine dell’UE. Se tali tendenze dovessero continuare, potrebbero esacerbare la carenza di manodopera e aumentare la pressione sui bilanci pubblici, avendo al tempo stesso un profondo impatto sugli investimenti e sulla produttività.

Alcuni Stati membri e regioni sono attualmente più colpiti di altri: il cambiamento demografico incide anche sulla coesione sociale, territoriale e intergenerazionale delle nostre società democratiche, peggiorando potenzialmente le spaccature socioeconomiche esistenti a scapito di tutti.

La Commissione europea sta già sostenendo gli Stati membri nei loro sforzi per gestire il cambiamento demografico attraverso una serie di strumenti giuridici, politici e finanziari. La comunicazione dell’11 ottobre individua le riforme e gli investimenti chiave necessari, utilizzando tutti gli strumenti possibili in combinazione, per mantenere il vantaggio competitivo dell'UE.

 

desk @europolitiche.it

 


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