EU/ENG - We live in difficult times for the term "intellectual." It is spoken of less and less, having almost vanished from common parlance. Often, the word is deployed pejoratively, casting the intellectual as someone overly theoretical and detached from the realities of practical life.
Graziella Falconi’s book, Intellettuale: chi?, published by All Around on 15 May 2026, places this word back at the centre of the discourse, restoring the dignity it deserves. It does so not uncritically, but by tracing its roots and examining how the term has been interpreted, utilized, and instrumentalized. It also acknowledges the profound weight it has carried throughout history, particularly from the 18th century onward, when the word became inextricably linked to major political, historical, economic, and cultural shifts.
Etymologically, the word derives from the Latin intellectualis, denoting one who can "read between the lines"—someone capable of looking into the essence of things. It encompasses all that pertains to thought, knowledge, and the mind: the commitment to study, critical reflection, culture, and the dissemination of ideas. Today, one could argue that when we emphasize the necessity of developing critical thinking as a fundamental human value—a bulwark against false or distorted narratives—we are effectively suggesting that each of us can be an intellectual.
Falconi’s work, rich in historical and bibliographic references, navigates the elusive and contested nature of the intellectual figure. Significantly, the author does not provide a definitive answer to who an intellectual is; the question mark in the title is deliberate, leaving space for the reader to interpret and analyze what intellectuals have represented in cultures across the globe. The book traverses an impressive intellectual terrain: from Destutt de Tracy (1754–1836) to Georges Clemenceau (1841–1929), to whom the coining of the term is often attributed; from Howard Gardner’s "five minds for the future" to Émile Zola, Max Weber, and the essential reflections of Antonio Gramsci. Gramsci’s concept of the "organic intellectual"—the vital bridge between economic structure and cultural superstructure in the struggle for hegemony—remains a centerpiece of the analysis.
The book dissects the history and evolution of the intellectual through the 20th century, offering a panoramic view of Catholic, socialist, communist, liberal, and even fascist intellectual movements, and their impact on political, institutional, and social life.
Today, in the 21st century, the role of the intellectual faces a profound crisis of identity, yet one that may herald a radical—and, in my view, much-needed—transformation. This crisis is fueled by many factors; I will highlight but two: the decay of democratic participation and intermediate bodies, and the proliferation of the distorted use of technology.
As Falconi writes extensively, the contemporary intellectual must now grapple with Artificial Intelligence. This challenge forces us to redefine what it means to think, to create, and to interpret the political and economic events of our world. While statistical models, data, and algorithms are the strength of AI, they lack the fundamental human elements of empathy, ethics, moral conscience, and critical spirit. We must, therefore, forge a new alliance between Artificial Intelligence and the human intellect. If the intellectual safeguards imagination, ethical sensitivity, and critical thought, then AI can serve as a powerful tool for intellectual endeavor.
Graziella’s book provides profound insights and invites rigorous reflection. Simultaneously, it offers us the hope that we can view the world with the confidence to improve it. Thank you, Graziella, for this precious work. My own reflections—necessarily inadequate—are intended simply to recommend an attentive reading of Intellettuale: chi?. You will finish it with enthusiasm, stirred by the very questions our critical thinking demands we ask.
Mauro Ottaviano per @europolitiche.it*
*This review is not to be considered a journalistic article

EU/ITA - Pubblichiamo la recensione del libro di Graziella Falconi*: "Intellettuale: chi?" edito da All Around il 15 maggio 2026 a cura del Presidente dell'Associazione della Repubblica, per la storia dell'Italia repubblicana ETS, Mauro Ottaviano.
Sono tempi difficili per la parola "intellettuale." Se ne parla sempre meno, quasi sparita dal linguaggio comune e non solo. Spesso viene usata in termini negativi per indicare qualcuno troppo teorico e distaccato dalla realtà pratica. Il libro di Graziella Falconi "Intellettuali: chi? Spigolature in percorsi accidentali" rimette al centro questa parola dandone la dignità che merita in modo non acritico, ma ripercorrendone le radici e il modo com'è stata declinata, usata, strumentalizzata, ma anche il peso che ha assunto nel corso della storia, in particolare dal 1700 in poi in cui molto spesso la parola ha vissuto legata a grandi cambiamenti politici, storici, economici e culturali. La parola intellettuale deriva dal latino " intellectualis " la cui etimologia ci dice di qualcuno che sa leggere tra le righe, che sa guardare dentro le cose. Indica tutto ciò che riguarda il pensiero, la conoscenza e la mente, dedicarsi allo studio, alla riflessione critica, alla cultura e alla diffusione delle idee. Oggi si potrebbe affermare che quando segnaliamo l"esigenza di sviluppare il pensiero critico come valore della persona umana e deterrente di narrazioni false e/o distorte, e' come se dicessimo che ciascuno di noi può essere un'intellettuale. Il libro di Graziella,, ricco di riferimenti storici e bibliografici ci rimanda ad una figura, quella dell'intellettuale molto discusso, di non facile identificazione così come si e' andata determinando. Graziella non ci dice chi è l'intellettuale, non a caso il titolo del testo è "Intellettuale: chi? "Quel punto interrogativo ci lascia lo spazio di interpretazione, di analisi di ciò che hanno rappresentato gli intellettuali nelle culture in ogni parte del mondo. Spaziare da Destutt di Tracy ( 1754 - 1836) a George Clemenceau (1841- 1929) a cui viiene attribuita la paternità del termine intellettuale, a Howard Gardner con le sue 5 figure di intelligenza, a Emile Zola, a Max Weber, alle riflessioni di Antonio Gramsci e la figura dell'intellettuale organico, centrale nel pensiero gramsciano come collante tra la struttura economica e la sovrastruttura culturale per la conquista dell'egemonia. Il libro di Graziella affronta l'intellettuale nella sua storia, nella sua evoluzione sino al peso che gli intellettuali hanno assunto in particolare nel XX secolo. Ci dà uno spaccato dell'intellettualità cattolica socialista, comunista, liberale e financo fascista e la loro incidenza nella vita politica economica, istituzionale, sociale e culturale. Oggi nel XXI secolo, la figura e il ruolo dell'intellettuale attraversa una crisi di identità profonda ma che può anche rappresentare un cambiamento radicale di cui personalmente penso vi sia una grande necessità. Tanti sono i fattori che hanno determinato questa crisi. Senza riprenderli nel dettaglio, ne voglio enunciare solo due:
La crisi delle democrazie, della partecipazione e dei corpi intermedi e il diffondersi di un uso distorto delle tecnologie. Oggi, e di questo Graziella nel suo libro ne scrive diffusamente, la figura dell'intellettuale deve fare i conti con l'intelligenza artificiale che ci pone l'esigenza di ridefinire cosa significhi pensare, creare e interpretare gli avvenimenti politici, storici, culturali, sociali ed economici nel mondo. Gli schemi statistici, i dati, gli algoritmi sono la forza dell'intelligenza artificiale, ma in tutto ciò mancano alcuni elementi fondamentali dell'essere umano, come l'empatia, l'etica e la coscienza morale, nonché lo spirito critico. Si tratta dunque di definire una nuova alleanza tra intelligenza artificiale e intellettuale. Se l'intellettuale si prende cura dell'immaginazione, della sensibilità etica e dello sviluppo del pensiero critico, l' intelligenza artificiale può essere un potente strumento del pensiero intellettuale. Graziella nel suo libro ci dice tante cose in proposito e ci sollecita una profonda riflessione. Al tempo stesso il suo scritto ci dà la speranza di guardare il mondo con la fiducia di poterlo migliorare. Grazie Graziella, per il tuo prezioso scritto le cui, sicuramente inadeguate, mie considerazioni vogliono solo raccomandare un'attenta lettura di "Intellettuale: chi? ". Leggendolo ne rimarrete entusiasti con tante domande come ci sollecita il nostro pensiero critico.
*Graziella Falconi è una saggista e giornalista che da anni dedica la sua ricerca al rapporto tra storia politica, memoria pubblica e dinamiche di genere. I suoi libri hanno indagato movimenti, figure e categorie che hanno segnato il dibattito civile italiano. Tra le sue opere più significative si annoverano Intellettuale: chi? Spigolature in percorsi accidentati (2026); Rosso un fiore. Roma 1943-1953, donne comuniste (con A. Cipriani, 2024); Casa per casa. L'Unità una storia centenaria (con F. Chiaromonte, 2024); Ecchisietevoi. Escursioni (e incursioni) fra Parlamento e parlamentari (2023); Il fattaccio di Via della Missione. L'attentato a Togliatti e la rivoluzione impossibile (2018); Una magnifica ossessione. La vocazione pedagogica del Pci (2016) e Oh, bimbe! Le ragazze di Adriana (2014). Alla saggistica Falconi affianca l'impegno giornalistico volto a indagare le trasformazioni delle democrazie moderne.
Mauro Ottaviano per @europolitiche.it**
**Questa recensione non è da considerarsi un articolo giornalitisco - This review is not to be considered a journalistic article




