EU/ENG - The volume Il linguaggio del potere. Comunicazione politica e società, published in February 2021 by Carocci, stands as an exceptionally timely intervention within the contemporary debate surrounding the transformations of the public sphere. The work offers a transdisciplinary investigation that directly mirrors the scholarly and institutional profile of its author: Benedetta Baldi, Full Professor of Linguistics at the University of Florence, where since 2020 she has chaired the Master’s Degree Program in Communication Theories and coordinated the Master’s Program in Institutional Advertising and Multimedia Communication. Utilizing this privileged academic vantage point, the author demonstrates that language does not merely operate as a passive reflection of power dynamics, but rather functions as the plastic and performative space in which power itself is generated, legitimized, and perpetuated. Through this lens, the text provides the reader with a dense historical reconstruction of the evolution of rhetorical strategies from the twentieth century to the contemporary era.
The Drift of Disintermediation and the Polarization of the Public Sphere
The most pressing core of the essay examines the impact of novel digital ecosystems and the recent "populist turn" that has fundamentally reconfigured the boundaries of political consensus across Europe. Professor Baldi rigorously analyzes the phenomenon of linguistic disintermediation—namely, the bypassing of traditional channels of political mediation (such as political parties, intermediary bodies, and investigative journalism) in favor of a direct, emotional, and highly polarized relationship between the leader and the masses. This transition toward hyper-simplified expressive codes, structurally anchored in the friend/enemy dichotomy and the stimulation of visceral reactions, is dissected not merely as a superficial stylistic shift, but as a structural threat to the stability of representative institutions. The erosion of institutional lexicon compromises the citizens' capacity to formulate a nuanced synthesis of reality, thereby fueling phenomena of systemic intolerance and programmatic disinformation.
The Communicative and Identity Crisis of the European Union
A specific interpretive strand of extraordinary relevance for scholars of Euro-unitary dynamics concerns the clash, highlighted throughout the text, between the bureaucratic complexity of supranational policy-making and the identity-driven impulses of the member states. The volume elucidates the intrinsic vulnerability of a political system, such as the Brussels apparatus, which anchors its legitimacy in a deeply technical, algorithmic, and "cold" idiom. Confronted with this expressive technocracy, the narrative of sovereignist movements effortlessly capitalizes on public discontent by appropriating warm, ancestral semantic categories such as "the people," "the border," and "the homeland." The author's linguistic analysis thus becomes an invaluable analytical key to decoding the European Union’s deficit in strategic communication, highlighting its inability to counter populism with an equally accessible, emotionally resonant, and inclusive identity counter-narrative.
Conclusion: A Linguistic Compass for Democratic Resilience
In conclusion, as this turbulent year of 2021 draws to a close—a period marked by complex social and political renegotiations in the post-pandemic era—Il linguaggio del potere proves to be far more than a mere taxonomy of the degenerations of contemporary rhetoric; it establishes itself as an ethical and civic appeal for the regeneration of public discourse. Professor Benedetta Baldi’s final reflections converge on the urgent imperative to foster a renewed framework of media literacy and communicative awareness within universities and public institutions. The text forcefully reminds us that only through the reappropriation of a public discourse that is simultaneously rigorous, transparent, and accountable can Western democracies—and the broader project of European integration with them—cultivate the cognitive antibodies necessary to withstand the corrosive drifts of demagogic manipulation.
cultural desk @europolitiche.it*
This text is a think tank note and is not a journalistic article

EU/ITA - Il volume Il linguaggio del potere. Comunicazione politica e società, dato alle stampe nel febbraio di questo 2021 per i tipi di Carocci, si inserisce con eccezionale tempestività nel dibattito contemporaneo sulle trasformazioni della sfera pubblica. L'opera propone un'indagine transdisciplinare che riflette direttamente il profilo scientifico e istituzionale della sua autrice: Benedetta Baldi, Professoressa Ordinaria di Linguistica presso l'Università degli Studi di Firenze, dove dal 2020 presiede il Corso di Laurea Magistrale in Teorie della Comunicazione e coordina il Master in Pubblicità istituzionale e comunicazione multimediale. Sfruttando questo osservatorio accademico privilegiato, l'autrice dimostra come la lingua non sia un mero riflesso passivo delle dinamiche di potere, bensì lo spazio plastico e performativo in cui il potere stesso si genera, si legittima e si perpetua, offrendo al lettore una densa ricostruzione storica dell'evoluzione delle strategie retoriche dal Novecento a oggi.
La deriva della disintermediazione e la polarizzazione dello spazio pubblico
Il nucleo più stringente del saggio si concentra sull'impatto dei nuovi ecosistemi digitali e sulla recente "svolta populista" che ha ridisegnato i confini del consenso in Europa. La Prof.ssa Baldi analizza con rigore il fenomeno della disintermediazione linguistica, ovvero il superamento dei canali tradizionali di mediazione (partiti, corpi intermedi, giornalismo d'inchiesta) a favore di un rapporto diretto, emotivo e fortemente polarizzato tra il leader e la massa. Questa transizione verso codici espressivi iper-semplificati, basati sulla dicotomia amico/nemico e sulla stimolazione di reazioni viscerali, viene sviscerata non come un semplice mutamento di stile, ma come una minaccia strutturale alla stabilità delle istituzioni rappresentative. L'erosione del lessico istituzionale compromette la capacità dei cittadini di elaborare una sintesi complessa della realtà, alimentando fenomeni di intolleranza e disinformazione programmatica.
La crisi del modello identitario e comunicativo dell'Unione Europea
Un filone interpretativo di straordinario interesse per gli studiosi di dinamiche eurounitarie riguarda lo scontro, evidenziato nel testo, tra la complessità burocratica dei processi di policy-making e le spinte identitarie degli Stati membri. Il volume mette in luce la vulnerabilità intrinseca di un sistema politico, come quello di Bruxelles, che fonda la propria legittimità su un linguaggio fortemente tecnico, algoritmico e "freddo". Di fronte a questa tecnocrazia espressiva, la narrazione dei movimenti sovranisti ha gioco facile nel capitalizzare il dissenso, appropriandosi di categorie semantiche calde e ancestrali come "popolo", "confine" e "patria". L'analisi linguistica della docente diventa così una chiave di lettura preziosa per decodificare il deficit di comunicazione strategica dell'Unione Europea, incapace di opporre ai populismi una contro-narrazione identitaria altrettanto accessibile ed emotivamente inclusiva.
Conclusioni: Una bussola linguistica per la resilienza democratica
In conclusione, alla fine di questo tormentato 2021 – un anno segnato dalle complesse rinegoziazioni sociali e politiche della fase post-pandemica –, Il linguaggio del potere non si limita a essere una tassonomia delle degenerazioni della retorica contemporanea, ma si configura come un appello etico e civile alla rigenerazione del dibattito pubblico. La riflessione di Benedetta Baldi si concentra sulla necessità impellente di promuovere una nuova alfabetizzazione mediatica (media literacy) e una rinnovata consapevolezza comunicativa all'interno delle università e delle istituzioni. Solo attraverso la riappropriazione di una parola pubblica che sia al contempo rigorosa, trasparente e responsabile, le democrazie occidentali — e il progetto di integrazione europea con esse — potranno dotarsi degli anticorpi cognitivi necessari per resistere alle derive della manipolazione demagogica.
cultural desk @europolitiche.it*
This text is a think tank note and is not a journalistic article - Questo testo è una nota del think tank* e non è un articolo giornalistico




