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Cross-media in Italian on the policies of European institutions and governments of European Union countries

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L’Architettura del Decennio Delors: la grande Trasformazione Comunitaria (1985-1995)

01-02-2025 07:28

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L’Architettura del Decennio Delors: la grande Trasformazione Comunitaria (1985-1995)

di Antonio De Chiara - Centenaire de Delors et 40 ans de sa Commission : Rome éclaire l'histoire - Delors’ legacy: 100th anniversary talks in Rome

EU/ITA - Nel centenario della nascita di Jacques Delors, e a quarant’anni dall’insediamento della sua prima, storica Commissione, la capitale italiana si è riconfermata epicentro del dibattito storiografico sull’integrazione continentale. Presso lo Spazio Europa di Roma, il convegno internazionale co-organizzato dalla Fondazione Gramsci e dalla Fondazione Demo ha riunito il 30 e 31 gennaio 2025 un autorevole consesso di studiosi e protagonisti del tempo per una disamina critica del decennio 1985-1995. Un periodo cruciale, cerniera tra il tramonto della Guerra Fredda e l'irrompere della globalizzazione, durante il quale l’Europa ha ridefinito i propri assetti strutturali.

Genesi di un Leader: il socialismo per le persone 

La prima sessione del simposio, coordinata da Alessandra Bitumi (Università di Teramo) dopo i saluti introduttivi di Silvio Pons e Michele Di Donato, ha inteso decostruire l’eclettica e talvolta controversa parabola biografica del politico transalpino.

Il retroterra dottrinale: Benedetto Zaccaria ha analizzato l'influenza del personalismo cattolico nella formazione intellettuale di Delors, rintracciandovi la radice di quella singolare sintesi tra pragmatismo economico e solidarietà sociale.

La dialettica interna: Mathieu Fulla si è soffermato sul rapporto storicamente tormentato tra Delors e il socialismo francese, un legame teso tra l'ortodossia di partito e le pulsioni modernizzatrici della seconda sinistra.

La visione programmatica: Eric Bussière ha invece restituito la densità programmatica del gennaio 1985, interrogandosi sull’effettiva natura del progetto delorsiano agli albori del suo mandato.

La discussione, arricchita dagli stimoli di Emmanuel Mourlon-Druol, ha trovato il suo culmine nel Keynote Speech di Laurent Warlouzet, che ha contestualizzato l'azione di Delors all’interno delle macro-tendenze economiche globali dell'epoca.

Le Metamorfosi del Progetto Europeo: Mercato, Sostenibilità e Geopolitica

La seconda giornata, presieduta da Umberto Gentiloni, ha traslato il focus dall'indagine biografica all'analisi delle politiche sistemiche che hanno rimodellato la Comunità Europea, stimolando la riflessione critica del discussant Federico Romero.

Il binomio Mercato-Industria e il nodo britannico

Daniela Felisini e Simone Oggionni hanno sviscerato la complessa equazione delorsiana tesa tra il rilancio del mercato unico e la definizione di una coerente politica industriale, evidenziandone le frizioni con l'egemonia della deregulation neoliberale. Di straordinario interesse storiografico è stato l'intervento di Piers Ludlow, focalizzato sulla relazione – apparentemente paradossale, ma storicamente feconda – tra il Presidente francese e i Commissari britannici, un asse che ha smentito la retorica della totale incomunicabilità tra il dirigismo continentale e l'euroscetticismo d'oltremanica.

Nuove frontiere: Ambiente e Scenari Orientali

Laura Fasanaro ha ricostruito la genesi dell'agenda ecologica comunitaria, rintracciando nelle Commissioni Delors i primi e ambiziosi tentativi di istituzionalizzare il principio di sostenibilità ambientale. Sul versante della politica estera, Angela Romano ha analizzato la postura diplomatica di Bruxelles di fronte al collasso dell'Unione Sovietica e alla repentina transizione dell'Europa centro-orientale, un passaggio che impose alla Comunità una precoce assunzione di responsabilità geopolitica.

Il convegno si è chiuso con la Keynote Lecture di Maria João Rodrigues, la quale ha idealmente teso un filo conduttore tra quelle riforme strutturali di fine Novecento e i dilemmi identitari dell'Europa contemporanea, confermando come l'eredità di Jacques Delors rimanga un prisma imprescindibile per comprendere le attuali transizioni globali.

 

Antonio De Chiara @europolitiche.it

*This text is a think tank note and is not a journalistic article - Questo testo è una nota del think tank e non è un articolo giornalistico

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EU/FRA - À l'occasion du centenaire de la naissance de Jacques Delors et quarante ans après l'investiture de sa première Commission historique, le colloque international réuni au Spazio Europa à Rome a proposé un réexamen historiographique rigoureux de la décennie 1985-1995. Coorganisé par la Fondazione Gramsci et la Fondazione Demo, ce symposium a analysé la figure éclectique et parfois controversée de l'homme d'État français, ainsi que les mutations structurelles profondes qui ont redéfini le projet européen à l'aube de la globalisation néolibérale et de la fin de la guerre froide.

La première session s'est attachée à déconstruire la genèse intellectuelle et politique de Delors. Les chercheurs ont exploré l'influence séminale du personnalisme chrétien sur sa doctrine (B. Zaccaria), ses relations dialectiques et souvent tendues con le socialisme français (M. Fulla), ainsi que la portée stratégique de son projet initial en janvier 1985 (E. Bussière). Les débats, enrichis par la conférence de L. Warlouzet et les commentaires d'E. Mourlon-Druol, ont replacé la gouvernance delorsienne au cœur des dynamiques macroéconomiques globales de l'époque.

La seconde journée a déplacé le paradigme analytique vers les politiques sectorielles et les réalignements géopolitiques. Les interventions ont examiné l'équilibre délicat entre la relance du marché unique et l'émergence d'une politique industrielle cohérente (D. Felisini, S. Oggionni). De manière paradoxale, comme l'a démontré P. Ludlow, Delors a maintenu une relation de travail particulièrement fructueuse avec ses commissaires britanniques. De surcroît, le colloque a mis en lumière l'institutionnalisation précoce des impératifs environnementaux (L. Fasanaro) et a analysé la posture diplomatique de Bruxelles face à l'effondrement du bloc soviétique (A. Romano). Conclue par l'intervention de M. J. Rodrigues, cette rencontre scientifique a magistralement démontré que l'héritage des Commissions Delors demeure un prisme incontournable pour appréhender les crises identitaires et les transitions de l'Europe contemporaine.

EU/ENG - On the occasion of the centenary of Jacques Delors’ birth and forty years after the inception of his first landmark Commission, the international conference held at Spazio Europa in Rome offered a rigorous historiographical reappraisal of the decade spanning 1985 to 1995. Jointly organized by the Fondazione Gramsci and the Fondazione Demo, the symposium dissected the multi-faceted and often debated figure of the French statesman, alongside the profound structural shifts that redefined the European project at the dawn of neoliberal globalization and the end of the Cold War.

The first session dismantled Delors’ intellectual and political genesis. Scholars explored the seminal influence of Catholic personalism on his doctrine (B. Zaccaria), his dialectical and often friction-filled relationship with the French socialist apparatus (M. Fulla), and the strategic boundaries of his vision upon entering office in January 1985 (E. Bussière). The debate, enriched by keynotes from L. Warlouzet and insights from E. Mourlon-Druol, framed Delors' governance within the broader macroeconomic crosscurrents of the late twentieth century.

The second day shifted the analytical paradigm toward systemic policies and geopolitical re-alignments. Contributors examined the delicate equilibrium between the implementation of the Single Market and the development of a cohesive industrial policy (D. Felisini, S. Oggionni), contrasting it with Anglo-Saxon deregulation. Paradoxically, as P. Ludlow demonstrated, Delors maintained a highly productive, albeit complex, modus vivendi with his British Commissioners. Furthermore, the panels unveiled the early institutionalization of environmental sustainability within the Commission's agenda (L. Fasanaro) and scrutinized Brussels' diplomatic posture during the collapse of the Soviet bloc (A. Romano). Concluding with M. J. Rodrigues’ keynote, the conference successfully illustrated how the structural reforms of the Delors era remain an indispensable prism through which to understand the contemporary integration process and its current global challenges.

 

Antonio De Chiara @europolitiche.it

*This text is a think tank note and is not a journalistic article - Questo testo è una nota del think tank e non è un articolo giornalistico


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