EU/ENG - The specific legislation on the use of artificial intelligence at work was strengthened on March 26 by the European Parliament, which voted on amendments (AI Omnibus) aimed at modifying the AI regulation (EU AI Act) to simplify its implementation. The vote can be evaluated within the broader context of the European Union adopting its first law on artificial intelligence (the AI Act) in 2024, which recognized the high risk inherent in the use of AI in the workplace. However, the law is now in the process of being modified through the "AI Digital Omnibus."
The report adopted on March 26 by the Parliament confirms the key elements of the original law, including the obligation for providers and implementers to promote digital literacy of their personnel in AI. However, the report also introduces amendments that weaken some parts of the original law, particularly relevant to worker safety.
The European Trade Union Confederation therefore calls for the forthcoming Quality Jobs Act to include legislation on the use of AI at work which will ensure:
· The human in command principle, including the right for workers to challenge and overturn automated decisions;
· Transparency and explainability, including clear information on the use, logic and impacts of AI systems, and access to relevant data for trade unions and workers’ representatives;
· Stronger collective rights, with mandatory involvement of trade unions and enforcement of information, consultation, participation and training rights;
· A ban on intrusive practices, such as the processing of non-work-related personal or psychological data;
· Protection of health and safety, with mandatory risk assessments before deployment and accountability for harm caused by AI systems;
· Measures to prevent market concentration, including the application of competition rules and support for European technological sovereignty.
The criticisms and concerns of European trade unions
ETUC Deputy General Secretary Isabelle Schömann said:
“The AI Act was an important first step towards putting responsible limits on the use of artificial intelligence. However, it did little to ensure that the rapid rollout of AI in workplaces is done in a way that respects workers’ rights and upholds safety standards.
“Some of the already limited references to the workplace in the AI Act are now at risk of being weakened through the Digital Omnibus. That has made it even clearer that we need legislation dedicated specifically to the use of artificial intelligence in the workplace through the Quality Jobs Act.
“Artificial intelligence is already changing the world of work. It has the potential to make workplaces more productive and safer – but only if EU policymakers ensure that is the case. The Commission’s own data shows huge public support for rules needed to protect workers from the risks posed by AI. What’s more, research shows that workers are more likely to report positive impacts of AI if they have been consulted on its use through their trade unions.”
EU/ITA - La legislazione specifica sull'uso dell'intelligenza artificiale sul lavoro è stata rafforzata il 26 marzo dal Parlamento europeo che ha votato sugli emendamenti (AI Digital mnibus) volti a modificare il regolamento IA (EU AI Act) per semplificarne l'attuazione. Il voto è valutabile nel più ampio quadro dell'adozione, nel 2024 dell'EU AI Act, la prima legge dell'UE sull'intelligenza artificiale, che riconosceva l'elevato rischio insito nell'uso dell'IA sul luogo di lavoro.
La relazione adottata il 26 marzo dal Parlamento conferma gli elementi chiave della legge originale, tra cui l'obbligo per i fornitori e gli implementatori di promuovere l'alfabetizzazione digitale del proprio personale in materia di IA. Tuttavia, la relazione introduce anche emendamenti che indeboliscono alcune parti della legge originale, particolarmente rilevanti per la sicurezza dei lavoratori.
I rilevi dei sindacati europei
La Confederazione europea dei sindacati (ETUC/CSI) chiede pertanto che il prossimo Quality Jobs Act includa una legislazione sull'uso dell'IA sul lavoro che garantisca:
• Il principio del comando umano, compreso il diritto dei lavoratori di contestare e ribaltare le decisioni automatizzate;
• Trasparenza e comprensibilità, con informazioni chiare sull'uso, la logica e l'impatto dei sistemi di intelligenza artificiale e accesso ai dati pertinenti per i sindacati e i rappresentanti dei lavoratori;
• Maggiori diritti collettivi, con il coinvolgimento obbligatorio dei sindacati e l'applicazione dei diritti di informazione, consultazione, partecipazione e formazione;
• Divieto di pratiche invasive, come il trattamento di dati personali o psicologici non correlati al lavoro;
• Tutela della salute e della sicurezza, con valutazioni del rischio obbligatorie prima dell'implementazione e responsabilità per i danni causati dai sistemi di intelligenza artificiale;
• Misure per prevenire la concentrazione del mercato, tra cui l'applicazione delle norme sulla concorrenza e il sostegno alla sovranità tecnologica europea.
La vicesegretaria generale di ETUC/CES, Isabelle Schömann, ha dichiarato: “La legge sull'intelligenza artificiale (IA Act) è stata un primo passo importante verso la definizione di limiti responsabili all'uso dell'IA. Tuttavia, ha fatto ben poco per garantire che la rapida diffusione dell'IA nei luoghi di lavoro avvenga nel rispetto dei diritti dei lavoratori e degli standard di sicurezza. Alcuni dei già limitati riferimenti al mondo del lavoro presenti nella legge sull'IA rischiano ora di essere indeboliti dalla legge omnibus digitale. Ciò ha reso ancora più evidente la necessità di una legislazione specifica sull'uso dell'IA nei luoghi di lavoro, attraverso la legge sui posti di lavoro di qualità (Quality Jobs Act). L'intelligenza artificiale sta già cambiando il mondo del lavoro. Ha il potenziale per rendere i luoghi di lavoro più produttivi e sicuri, ma solo se i responsabili politici dell'UE si assicurano che ciò avvenga. I dati della Commissione stessa mostrano un enorme sostegno pubblico alle norme necessarie per proteggere i lavoratori dai rischi posti dall'IA. Inoltre, la ricerca dimostra che i lavoratori sono più propensi a segnalare impatti positivi dell'IA se sono stati consultati sul suo utilizzo tramite i loro sindacati.”
Analisti associati @europolitiche.it*
*This contribution is not a jounalistic article but an analytical brief - Questo contributo non è un articolo giornalistico ma un brief analitico




