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EU awaits US reaction to Supreme Court ruling against trade tariffs

20-02-2026 10:04

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EU awaits US reaction to Supreme Court ruling against trade tariffs

Secondo i giudici il presidente Trump ha abusato della sua autorità imponendo dazi su quasi tutte le merci che entrano negli Stati Uniti

EU/ENG - In a vote of six to three, the United States Supreme Court on Friday, February 20, affirmed that Trump cannot justify the imposition of blanket tariffs on the grounds of an economic emergency. The ruling applies to the so-called "reciprocal" tariffs introduced by Trump during last year's Liberation Day celebrations. It does not address specific sectoral measures, including the 50 percent tariffs currently imposed on steel and aluminum.

This is a landmark ruling, and the European Commission is seeking clarification on its implications from the White House, raising serious doubts about the feasibility of the 2025 agreement signed last July by Commission President Ursula von der Leyen and President Donald Trump. The ruling calls into question the validity of the agreement, the tariffs already paid by European companies, now declared illegal by the US court, and future commitments.

"We remain in close contact with the US administration to seek clarity on the measures they intend to take in response to this ruling," European Commission Deputy Chief Spokesperson Olof Gill said Friday after the ruling was published.

The EU-US agreement included fixed 15 percent tariffs on EU exports and zero tariffs on US industrial products. As part of the agreement, Brussels also committed to purchasing $750 billion in US energy products through 2028 and investing $600 billion in strategic sectors in the United States.

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EU/ITA - Con una votazione di sei a tre, venerdì 20 febbraio la Corte Suprema degli Stati Uniti ha affermato che Trump non può giustificare l'imposizione di dazi a tappeto sulla base di un'emergenza economica. La sentenza si applica ai cosiddetti dazi "reciproci" introdotti da Trump durante la Festa della Liberazione dello scorso anno. Non si riferisce a misure settoriali specifiche, tra cui i dazi del 50 per cento attualmente imposti su acciaio e alluminio.

Si tratta di una sentenza storica sui cui effetti la Commissione europea sta cercando di ottenere chiarimenti dalla Casa Bianca nutrendo seri dubbi sulla fattibilità dell'accordo siglato lo scorso luglio 2025 dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen e dal presidente Donald Trump. La sentenza dei giudici statunitensi (nella foto in alto i giudici della Corte Suprema degli Stati Uniti) mette in discussione la validità dell'accordo, dei dazi già pagati dalle aziende europee, ora dichiarati illegali dal tribunale statunitense, e degli impegni futuri.

"Rimaniamo in stretto contatto con l'amministrazione statunitense per cercare di fare chiarezza sulle misure che intendono adottare in risposta a questa sentenza", ha dichiarato venerdì il vice portavoce capo della Commissione europea Olof Gill dopo la pubblicazione della sentenza.

L'accordo Ue-Usa,  prevedeva dazi fissi al 15 per cento sulle esportazioni dell'Ue e l'azzeramento dei dazi sui prodotti industriali statunitensi. Come parte dell'accordo, Bruxelles si è anche impegnata ad acquistare 750 miliardi di dollari di prodotti energetici statunitensi fino al 2028 e a investire 600 miliardi di dollari in settori strategici negli Stati Uniti.

L'Ue si interroga sull'accordo con gli Stati Uniti

La sentenza della Corte Suprema solleverà probabilmente seri interrogativi sia sulla durata dell'accordo che sulla legalità dei dazi già pagati dalle aziende dell'Ue. 

La sentenza mette in dubbio anche la piena attuazione dell'accordo in Europa. Bernd Lange, presidente della Commissione per il commercio internazionale del Parlamento europeo, ha convocato lunedì una riunione straordinaria per valutare le implicazioni della sentenza, mentre la Camera si prepara a votare sull'attuazione dell'accordo siglato la scorsa estate.

I legislatori europei sono attualmente alla ricerca di emendamenti che permettano al blocco di terminare l'attuale accordo nel 2028 o di sospenderlo se Trump dovesse minacciare nuovamente l'integrità territoriale dell'Ue, come ha fatto sulla Groenlandia a gennaio.

Il limbo attorno all'accordo potrebbe spingere i membri del Parlamento europeo a ritardare il voto.

La decisione aggiunge incertezza per le aziende europee, che potrebbero veder cambiare sostanzialmente il regime tariffario o addirittura avere diritto a un risarcimento. Tuttavia, potrebbe anche creare un limbo giuridico per gli esportatori che non sanno quali termini applicare. "Le imprese di entrambe le sponde dell'Atlantico dipendono dalla stabilità e dalla prevedibilità delle relazioni commerciali", ha dichiarato il portavoce. "Continuiamo quindi a sostenere la necessità di tariffe basse e a lavorare per ridurle".

 

analisti associati @europolitiche.it*

 

* This contribution is not a journalistic article but an analytical brief - Questo contributo non è un articolo giornalistico ma un brief analitico


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