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Diario di viaggio: non é facile essere europeo

06-07-2025 10:18

Europolitiche

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Diario di viaggio: non é facile essere europeo

di Ernesto Ciampi. Resoconto della visita studio a Strasburgo dal 9 al 14 marzo 2025 - progetto Erasmus+ “Cross Media Europe”, promosso da Europolitiche

Non è facile essere europeo, non è facile essere straniero, non è facile essere giovane, non è facile essere vecchio, non è facile lavorare, non è facile non avere da lavorare, non è facile trovare la propria strada, non è facile cambiarla al momento giusto...
Viviamo in un mondo che cambia velocemente e in modi che spesso non
comprendiamo del tutto. Questo ci disorienta, ci isola, ci fa sentire piccoli. Eppure, la storia ci ha insegnato che l’unione fa la forza. Che un obiettivo comune vale più di un risultato isolato. Che il cambiamento più profondo nasce dalle scelte collettive, come un coro senza solista, dove le voci si armonizzano senza cancellarsi.
È proprio con questo spirito che ho partecipato alla visita studio a Strasburgo
nell’ambito del progetto Erasmus+ “Cross Media Europe”, promosso da Europolitiche.
Un’esperienza formativa sotto tutti i punti di vista che ci ha portati nel cuore politico dell’Unione. Abbiamo visitato il Parlamento, il Consiglio d’Europa, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, confrontandoci con funzionari, attivisti, giornalisti e giovani di altri paesi. Abbiamo riflettuto sul ruolo delle istituzioni, ma anche su quello dei media e dell’informazione in un’Europa sempre più digitale, sempre più complessa.
Durante questa settimana a Strasburgo ho sentito il valore dell’Unione Europea, non come slogan, ma come progetto umano. Ho visto quanto sia importante non solo conoscere le istituzioni, ma capirle, viverle, sentirle proprie. Perché l’Europa non è fatta solo di regolamenti, ma di persone, di voci, di storie che si intrecciano.
L’ho capito anche durante la mia esperienza con il Corpo Europeo di Solidarietà, che mi ha portato a Cipro come volontario per YEU Cyprus, un’organizzazione che lavora con i giovani su cittadinanza attiva, diritti e dialogo interculturale. Lì ho visto cosa significa costruire l’Europa dal basso: in ogni laboratorio, in ogni attività, in ogni confronto tra persone con origini, religioni e lingue diverse, ma con la stessa volontà di costruire un futuro più giusto.
Essere giovane oggi è un paradosso. Abbiamo accesso a infinite informazioni, ma poche occasioni per trasformarle in esperienza. Ci si chiede di essere pronti a tutto, ma nessuno ci insegna come affrontare davvero il presente. In questo contesto, l’Unione Europea deve fare di più per noi giovani: darci spazio, fiducia, strumenti per partecipare davvero. La visita a Strasburgo mi ha confermato che siamo in tanti a volere un’Europa più inclusiva, più solidale, più consapevole.
Essere europeo, oggi, è una sfida e un’opportunità. È un atto di fiducia, ma anche di responsabilità. È sapere che la mia voce può contare, se si unisce a quella degli altri.

Che il mio futuro si costruisce insieme a quello di milioni di persone. Che i valori in cui credo – pace, giustizia, dignità, pluralismo – sono più forti se condivisi.
E allora sì, non è facile essere europeo. Ma sono ancora più convinto che valga la pena provarci. Ogni giorno.

 

Ernesto Ciampi per @europolitiche.it *

 

* questo contributo non è un articolo giornalistico ma un resoconto di un viaggio studio


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